“LA VOLTA DELLA CAPPELLA SISTINA – MEMORIA, INTELLETTO E VOLONTÀ” UN SUCCESSO LA CONFERENZA DEL DOTT. PASQUALE GIANFAGNA

michTermoli. Si è svolta presso l’aula magna dell’Istituto Alberghiero “Federico di Svevia” di Termoli con notevole successo la conferenza organizzata il 15 novembre 2013, alle ore 17.00, dal Rotary Club di Termoli, che è stata tenuta dal professor Pasquale Gianfagna, medico cardiologo e grande estimatore di Michelangelo, sul tema “La Volta della Cappella Sistina – memoria, intelletto e volontà”. Hanno introdotto la prof.ssa Maria Chimisso, Preside dell’IPSEOA e Antonio De Marinis, Presidente del Rotary Club di Termoli. Grande è stata l’affluenza di pubblico, che ha seguito con particolare attenzione la lezione durante la quale il relatore ha presentato numerose slide che hanno permesso ai presenti di seguire con facilità e chiarezza tutti gli aspetti di Michelangelo e della sua opera, attraverso la quale l’artista riuscì veramente a dare la misura della forza del suo ingegno in tutti i molteplici campi in cui operò. Egli ha lasciato un vasto numero di opere, attraverso le quali ha comunicato infiniti messaggi del suo complesso mondo interiore, ancora oggi non del tutto chiariti: ha scritto molto su tanti aspetti, ma poco sul significato delle sue creature; questo ha creato, tra i numerosi critici, pareri anche molto discordanti nella interpretazione precisa della sua pittura. Nell’ultimo decennio, ha precisato il dott. Gianfagna, la Volta della Cappella Sistina si presenta a noi con nuove suggestive e affascinanti chiavi di lettura che rispecchiano tutta l’intelligenza del grande genio. Il programma iconografico della Volta non solo segue lo schema teologico di San Paolo che riconosce il periodo prima della legge mosaica (ante legem), il periodo sotto la legge (sub legem) e il periodo sotto la grazia (sub gratia), ma introduce anche la concezione di Gioacchino da Fiore (l’abate calabrese del 1200) che vede nel Vecchio Testamento, nel Nuovo Testamento e nello Spirito Santo il concetto trinitario. Michelangelo lavora in due periodi nella Cappella Sistina per affrescare dapprima la Volta, dal 1508 al 1512 e poi per affrescare il Giudizio Universale dal 1536 al 1541. Entrare nella Cappella Sistina, ha continuato a spiegare il relatore, è un po’ come entrare nel più grande libro del mondo, un libro che contiene, in senso pittorico l’origine del mondo, le storie di tutta l’umanità fino al momento ultimo del Giudizio Finale. I capitoli più corposi e importanti sono stati “scritti” o meglio dipinti da Michelangelo. Per quanto riguarda la Volta, ma anche per il Giudizio, Michelangelo ha dimostrato la sua impareggiabile e irraggiungibile bravura e ancora dopo cinquecento anni tutti gli artisti che si sono cimentati nell’arte dell’affresco con la figura umana non sono riusciti neanche ad avvicinarsi alle meraviglie pittoriche del genio del Rinascimento. I corpi di Michelangelo nella Volta sono modellati e piegati alle emozioni interne, e comunicate con una posizione del corpo, con una espressione, un atteggiamento della mano e cosi via; in effetti i corpi umani di Michelangelo comunicano intensamente l’emozione interiore della figura stessa. La Volta della Sistina si presenta con un ricco programma iconografico. I dipinti di Michelangelo più significativi dal punto teologico sono i nove riquadri che illustrano scene tratte dal Libro della Genesi, il primo libro dell’Antico Testamento. Di queste scene, tre sono tratte dalla storia della Creazione del mondo, tre da quelle della Creazione dell’uomo e tre dalla storia di Noè; si alternano riquadri più piccoli e riquadri più grandi. Intorno ai riquadri più piccoli vi sono delle splendide figure affrescate che sono gli Ignudi. Queste figure sono disposte in numero di 4 per ogni riquadro e hanno sollecitato molto la critica dell’epoca nel senso che furono definiti corpi bellissimi ma sconvenienti, perfetti ma disonesti, in un luogo come la Sistina ove si svolgono funzioni religiose e l’elezione dei pontefici. Ci fu persino un cardinale, come il Carafa che chiedeva la ridipintura della Volta. Questi Ignudi, ha spiegato il dott. Gianfagna, non hanno solo una funzione decorativa, ma rappresentano allegorie del tempo che scorre, come il mattino, il giorno, la sera e la notte oppure i vari stati di aggregazione della materia come l’aria, l’acqua, il fuoco e la terra o ancora le varie ere o i vari caratteri. La pittura di Michelangelo nella Volta somiglia molto ad una scultura e molti esperti non fanno fatica a vedere che si tratti di scultura eseguita col pennello; non possiamo dimenticare che Michelangelo era uno scultore e il suo influsso si percepisce piacevolmente nella pittura. Oltre ai nove riquadri (5 più piccoli e 4 più grandi) Michelangelo ha affrescato nella Volta le principali famiglie degli antenati di Cristo e collocate al di sopra delle finestre in spazi semicircolari detti le Lunette e negli spazi triangolari detti le Vele. Importantissime sono anche le gigantesche figure dei 5 Profeti e delle 7 Sibille e dei 4 pennacchi agli angoli che rappresentano episodi della salvazione del popolo di Israele. Non possiamo tralasciare le gigantesche figure dei Profeti, in numero di 5 e le Sibille in numero di 7 che, con le loro capacità divinatorie ricevute direttamente da Dio o indirettamente da messaggeri di Dio, si trovano collocati in relazione agli avvenimenti della Genesi. Tutti gli spazi della Volta sono stati affrescati da Michelangelo e vi si ritrovano persino i demoni che cercano di far crollare la Chiesa in quanto non accettano la benevolenza di Dio verso l’umanità. Infine finti atlanti, interposti nella finta architettura marmorea della Volta la sostengono. Michelangelo ha affrescato quasi tutto da solo con qualche aiutante per la macina dei colori; la sua grande cultura e intelligenza gli ha permesso di amplificare e migliorare ciò che i consulenti storici e religiosi gli suggerivano. In molte scene della Volta vi sono contemporaneamente più chiavi di lettura e i messaggi che ci ha lasciato possono essere molteplici e non ancora del tutto chiariti. Michelangelo, ha detto Gianfagna , nella Cappella Sistina ha superato confini che altri neppure vedono.

Rosalia Laura Ruggiero

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