World Polio Day. L’intervento di Mario Giannola

Cari Presidenti, cari amici,

è ormai prossima la data del 24 Ottobre che il mondo rotariano identifica da sempre nel “World Polio Day”, la giornata mondiale della Polio e invita i Club a condividere l’evento, per conservare la memoria e migliorare la consapevolezza nelle rispettive comunità.

E’ tutt’altro che sopito, e concluso, il dibattito, ancora vivacissimo, sulla opportunità, ma direi, obbligatorietà di intervenire con le vaccinazioni per contrastare quelle malattie che vengono dichiarate del passato, perché ritenute sconfitte una volta per tutte e definitivamente.

Non è così: poliomelite, morbillo, difterite, tetano, pertosse non sono malattie del passato.

Un caso di difterite recentissimo è stato isolato a un distinto signore austriaco, appena rientrato da una vacanza in Sri Lanka.

I batteri non fanno distinzione di classe, viaggiano al seguito dei barconi dei migranti ma anche nelle prime classi degli aeroporti.

Ricordo un convegno proprio a Pesaro, relatore il Prof. Roberto Burioni, docente di Microbiologia e Virologia all’Università San Raffaele di Milano, dal titolo, piuttosto eloquente: “I vaccini, la scienza, le bugie”.

            Queste le conclusioni: “attenzione, il rischio di epidemie è concreto. Vaccinare è un atto di responsabilità sociale, non è un fatto privato perché il comportamento di ciascuno incide sulla sicurezza dei più fragili”.

            L’allarme è salito addirittura al Quirinale, tanto che il Presidente Mattarella ha assunto una ferma posizione di critica e contrasto, bollando come sconsiderate affermazioni quelle di coloro che insinuano essere le vaccinazioni superflue, addirittura dannose.

            In tema di vaccinazioni, non va dimenticato, come il Rotary sia sempre stato particolarmente sensibile a queste emergenze: alludo alla campagna di vaccinazione avanzata nel 1995 a favore della popolazione dell’Albania, endemica per l’Epatite B, grazie all’iniziativa sinergica di tutti i Distretti italiani e della nostra Fondazione.

            In quella operazione, mai avremmo potuto prevedere la straordinaria tutela offerta preventivamente alla nostra popolazione, che sarebbe rimasta priva di protezione e del tutto indifesa, in occasione della successiva massiccia migrazione albanese sulle coste italiane.

            Ma torniamo alla Polio, alla campagna di eradicazione e alla lotta contro questo flagello, per tornare al tema che ci sta occupando.

            Una operazione straordinaria, rotariana, anche se ostinato è il silenzio che permane sulla paternità, e “italianissima” perché dovuta alla felice intuizione e progettualità di Sergio Mulitsch di Palmenberg, spesso dimenticato in patria, e pressoché ignorato oltre i confini, che, Governatore dell’allora D. 204 nell’anno 1984/1985 (il nostro Maurizio Maurizi, D. 209 lo affiancò nel servizio), dette vita alla campagna di eradicazione attraverso un grandioso progetto, complice un incontro con Albert Sabin, al quale dobbiamo la scoperta del vaccino orale antiPolio.

Era, evidentemente, destino che la “road” del Rotary e la vita di Sabin si incrociassero in una sorta di coincidenza profetica.

Infatti, quando il Rotary muoveva i primi passi, l’uno all’insaputa dell’altro!, nasceva in una lontana cittadina della Polonia, Albert Sabin, ebreo polacco costretto a riparare appena ventenne negli Stati Uniti per sfuggire alle persecuzioni razziali.

A lui non solo dobbiamo la scoperta del vaccino orale anti Polio, ma a lui, divenuto rotariano, dobbiamo lo straordinario dono al mondo, raccolto in un protocollo conservato ad Evanston: la rinuncia al brevetto, e quindi a percepire i sicuri utili conseguenti, per favorire la diffusione senza alcun onere aggiuntivo, del vaccino antiPolio, arricchito da un più ampio spettro protettivo, quale la difterite, il morbillo, la rosolia.

Di qui la campagna “PolioPlus” che continua ad operare con un programma ed una struttura che il Segretario Generale dell’ONU, dove il Rotary occupa un seggio permanente, ha proclamato “come esempio per affrontare le tante emergenze che affliggono l’umanità”.

Da quegli anni ’80, allorchè il Rotary lanciò la campagna per immunizzare tutti i bambini del mondo contro la Polio, i rotariani hanno continuato infaticabilmente a sostenere la causa con la loro leadership e con un enorme investimento di tempo e di risorse, grazie anche alle generose contribuzioni di quanti hanno creduto, e credono, nella campagna di eradicazione, prima fra tutti la Fondazione Bill e Melinda Gates, che, grazie all’effetto moltiplicatore (rapporto 2:1), di fatto triplica ogni dollaro erogato dai rotariani.

Ecco alcuni dati quanto mai significativi:

500 mila casi di Polio nel mondo all’inizio della campagna

2 miliardi e 500 mila bambini immunizzati in 130 paesi

1 miliardo e 900 mila  dollari impegnati

Ma, soprattutto, non va dimenticato il contributo umano offerto dai rotariani che si sono sobbarcati l’onere delle vaccinazioni correndo, soprattutto nei territori più nascosti e remoti, il rischio derivante dalle superstizioni, in quanto il vaccino veniva ritenuto un ostacolo alla fertilità.

27 rotariani sono state le vittime di questa palese ostilità.

Alla data odierna solo due paesi al mondo risultano ancora endemici, pur avendo registrato solo 19 casi:

– Afganistan con 15 casi

– Pakistan con 4 casi

Il motivo di questo triste primato va ravvisato nei conflitti che squassano il territorio afgano, rendendo se non impossibile, assai difficoltosa la campagna di vaccinazione.

Va tuttavia annoverata una brevissima e fortunatamente isolata parentesi dovuta a tre casi in Nigeria: l’intera Africa era da tempo “Polio free”. Questo piccolo focolaio ha fatto rientrare la Nigeria tra i paesi endemici, insieme a Pakistan e Afganistan.

Dobbiamo mantenere l’attenzione alta e vigile: abbassare il livello di guardia proprio quando il traguardo non è lontano, anzi “manca pochissimo”, oggi ancor più critico con i flussi migratori in corso, nei territori a rischio, significherebbe non compromettere, ma addirittura vanificare tutto quanto ad oggi fatto, in quanto il virus, in sede di recidiva, si manifesta con forme ancor più aggressive e invasive.

Ecco allora l’opportunità di ricordare nei nostri Club, in occasione della giornata dedicata alla Polio, di soffermare l’attenzione su questa immensa operazione rotariana umanitaria, ricordando chi ne fu l’ideatore e promotore, rotariano e italiano.

            Questo, ma non solo, cari amici, è il Rotary, che, anche in occasione di calamità, è comunque sempre capace di porsi come una combinazione di impegno, entusiasmo, creatività, una sorta di crocevia dove si incontrano le istanze del mondo e che ci rivela la gratificazione di esserci e partecipare.

Mario Giannola  R.F.D.C.

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